

Figlio d’arte, Yves Klein coltivò per tutta la vita (assai breve, morì nel 1962 a 34 anni) una passione esagerata per il teatro e le antiche Arti Marziali. Nel suo spazio il Judo e il Teatro s’intrecciano. Jigoro Kano, il creatore del Judo, nel racchiudere i suoi insegnamenti secondo i paradigmi dei Kata, usa i codici del Teatro No. Ogni Kata porta in scena un principio del Judo, lo rappresenta. Questo corrispose, nella pittura di Klein, alla realizzazione di opere molto simili a esotiche performance teatrali (foto: l’artista mentre esegue una proiezione di Judo, 1955 circa)
Nello spazio scenico il Judo e il Teatro s’intrecciano, il tatami-sudario delle “Antropometrie”, l’impronta lasciata sulla tela bianca dalla modella dipinta di blu (il blu oltremare ideato e brevettato dall’artista con la sigla Ikb: International Klein Blue), è assimilato al tatami dove cade il combattente judoka. Scrive Klein, alla vigilia di un viaggio in Giappone: “Ho lottato contro la mia vocazione di 'pittore' partendo per il Giappone, dove poter vivere l’avventura del Judo e delle Arti Marziali antiche: allo stesso modo ho lottato contro la mia vocazione 'di uomo di teatro', ma, appunto, il Judo, attraverso la pratica fisica e spirituale dei Kata, si è costituito, mio malgrado e nonostante la mia formazione, come quella disciplina dell’arte che è il teatro”.
Il 6 giugno, giorno in cui ricorrono i 50 anni dalla morte, apre a Genova una mostra che indaga la spericolata ‘vita sul tatami’ dell’eccentrico artista francese. Con la cura di Sergio Maifredi, cintura nera di Judo e uomo di teatro, il critico Bruno Corà e Daniele Moquay, fondatore degli archivi Klein a Parigi, e grazie ai prestiti eccezionali di Rotraud Iecker, la moglie dell’artista, si potrà visitare un’antologica davvero inedita. Passati in rassegna documenti, immagini, oggetti e video, non ci si scordi di ascoltare, nella Cappella di Palazzo Ducale, la “Sinfonia Monotona”, scritta su una sola nota e ripetuta per 24 minuti. Già perché Klein, artista dalla sfaccettatissima personalità, fu anche compositore.
“Yves Klein. Judo e Teatro, Corpo e Visioni”. Genova, Palazzo Ducale, dal 6 giugno al 5 agosto
www.palazzoducale.genova.it
Ci sono anche queste…
“Warhol: Headlines”
E’ la prima grande mostra dedicata al rapporto fra il vate della Pop Art e l’informazione giornalistica. Le opere del titolo, le Headline-Work, rielaboravano prime pagine o ritagli di stampa (Andy amava i tabloid, come il Daily News e il New York Post), video e programmi televisivi dedicati, per lo più, a eventi catastrofici.
Dove: Roma, Galleria Nazionale d’Arte Moderna
Quando: dal 12 giugno al 9 settembre
Info: www.gnam.beniculturali.it
Opera cult: il monumentale trittico “Fate presto” che riproduce la prima pagina de “Il Mattino”, conservato presso la Reggia di Caserta
“Damien Hirst”
Le opere più metafisiche e tragiche del grande provocatore inglese, artista ipocondriaco e tormentato da dubbi esistenziali. Ecco il celeberrimo Squalo in formaldeide e la mucca sezionata in quattro parti. Ecco gli insetti e le farfalle, gli armadietti dei medicinali e gli strumenti del dottore creati per la monumentale installazione “Pharmacy” del 1992.
Dove: Londra, Tate Modern
Quando: fino al 9 settembre
Info: www.tate.org.uk
Opera cult: la stanza delle farfalle, romantica, colorata, quasi un inno alla vita
“Gillo Dorfles. Kitsch: oggi il kitsch”
Cos’è il Kitsch’ L’ha spiegato Gillo Dorfles in un capitale volumetto uscito per Mazzotta nel 1968: ”Il Kitsch. Antologia del cattivo gusto”. Emblematiche, nell’arte, certe riproduzioni dissacranti di capolavori, per esempio la “Gioconda” di Leonardo rivisitata con barba e baffi da Marcel Duchamp. In mostra, autori che volutamente, con ironia, hanno usato o usano citazioni kitsch, da Savinio a Enrico Baj, da Dalí a Luigi Ontani.
Dove: Milano, Triennale
Quando: dal 13 giugno al 10 settembre
Info: tel. 02 724341
Opera cult: nel corridoio che introduce alla mostra, una processione interattiva di immagini kitsch, che si animano al passaggio del pubblico
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