

Si sa, e c’è un fantastico curriculum a dimostrarlo, che nell’opera del maestro russo la rinuncia alla raffigurazione avvenne per gradi. E’ documentato da opere capitali, come il passaggio dai favolosi racconti delle “Scene russe” alle improvvisazioni mentali delle “Composizioni” e delle “Risonanze” non fu impetuoso ma morbido e interrotto da improvvise nostalgie. Eppure: si dice Kandinsky, e il pensiero vola al genio astratto che ha rivoluzionato la percezione della pittura moderna. E viene facile accostare il nome del maestro russo, nato a Mosca nel 1866, scomparso a Neuilly-sur-Seine, Parigi, nel 1944, al titolo del suo saggio più conosciuto: “Lo Spirituale nell’arte”, pubblicato nel 1912. Tant’è che è soprattutto sul lavoro di progressivo taglio delle forme cominciato negli anni del Bauhaus, 1922-1925 che si concentra l’attenzione degli studiosi e l’amore (costosissimo) dei collezionisti (nella foto: “Deux cavaliers et un personnage etendu”).
Lo fa anche una mostra, al Mar di Aosta dal 26 maggio, con l’offerta di una quarantina di opere clamorose, dipinti e tecniche miste tra cui alcuni capolavori degli anni Trenta e Quaranta mai presentati prima d’ora in Italia. La novità è che il curatore, Alberto Fiz, non isola Kandinsky, ma introduce una ventina di artisti italiani e francesi che col maestro dell’astrattismo lirico (Kandinsky non ha mai dimenticato la lezione ottocentesca e simbolista) hanno condiviso un tratto impegnativo di percorso. Sono i francesi Hans e Sophie (Taeuber) Arp, César Domela, Joan Miró, Francis Picabia, e per l’Italia: Alessandro Mendini, Mauro Reggiani, Alberto Magnelli, solo per citarne qualcuno.
“Wassily Kandinsky”. Aosta, Museo archeologico regionale, dal 26 maggio al 21 ottobre
www.regione.vda.it
Ci sono anche queste…
“Incredibile carta”
Il punto di partenza: semplicemente carta. A complicare le cose, rendendole uniche e desiderabili, è la fantasia di cinque artisti, che con banali fogli cartacei e matite colorate inventano originali installazioni. Daniele Papuli, Satsuki Oishi, Caterina Crepax, Nikki van Es
Dove: Robecco sul Naviglio (Milano), Galleria Casa Dugnani
Quando: dal 6 al 27 maggio
Info: www.casadugnani.it
Opera cult: la Lampe Médusa in cartapesta della quinta del gruppo, Elise Valdorcia, un capolavoro di semplicità e di eleganza
“Sol LeWitt. Wall Drawings in Italia”
L’esposizione che celebra Sol LeWitt (1928-2007), curata da Adachiara Zevi, vede concentrati sull’intonaco delle scuderie della Cavallerizza nove wall drawings (dipinti murali) realizzati dal padre della conceptual art americana in Italia
Dove: Caserta, Scuderie della Reggia
Quando: fino al 21 ottobre
Info: www.reggiadicaserta.beniculturali.it
Opera cult: un volume che raggruppa tutti i 244 wall drawings realizzati dall’artista Usa in Italia
“La città ideale. L’utopia del rinascimento a Urbino tra Piero della Francesca e Raffaello”
Un quadro di autore misterioso, dipinto nella seconda metà del Quattrocento. Raffigura una piazza dove si erge un tempio circolare fiancheggiato da edifici in prospettiva. Nessuna traccia d’umano, assenza di parola e di vita. La mostra raccoglie nel Palazzo Ducale di Urbino straordinari artisti, tutti di fama, a dipingere la loro città ideale: Luca Signorelli, Domenico Veneziano, Mantegna, Perugino, Bramante e Raffaello
Dove: Urbino, Galleria Nazionale delle Marche
Quando: dal 6 aprile all’8 luglio
Info: www.mostracittaideale.it
Opera cult: il misterioso dipinto di anonimo quattrocentesco che cristallizza l’idea di una città ideale dove abitano bellezza e pace assoluta. Il fascino irresistibile dell’utopia
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