

(Cyou) Digitalia è un progetto che nasce dall'esigenza e dalla volontà di rendere visibile l'arte digitale italiana, un ramo dell'arte forse ancora poco conosciuto. Molto spesso, infatti, viene considerata di nicchia o comunque ha poca visibilità, se non nei rari casi di mostre ed eventi focalizzati su questo tema.
Anche in questo caso, come in molti altri progetti afferenti a Progetti Giovani di Padova, viene data una particolare attenzione verso l'arte emergente, dando la possibilità di partecipare agli artisti under 35 grazie a un bando di concorso diramato a livello nazionale.
Il concorso è suddiviso in tre categorie principali: elaborati digitali di animazione 2D e 3D, video di interventi di veejaying registrati, progetti off-line e on-line di Net Art.
Durante la serata di presentazione e premiazione dei lavori, tenutasi al centro Culturale San Gaetano di Padova, sono stati presentati i quattro lavori vincitori, selezionati dalla giuria presieduta da Paolo Rosa: Luca Lumaca Mafia Spa, Apparati Effimeri Hotel Cosmopolitan, Lemeh42 Inner Glange, Olak Seeds.
Secondo Paolo Rosa sono dei lavori che possiedono una poetica emozionale molto forte, come se riuscissero a superare quello che la tecnologia raffredda, e comunque sono un campione di quattro tipologie differenti di approccio, partendo dall'animazione digitale di Luca Lumaca per arrivare al mapping 3D degli Apparati Effimeri. Inoltre, denotano questo periodo caratterizzato dal ritorno alle tecniche di animazione, dove emerge un riaffiorare del disegno, realizzato grazie alla pazienza e alla passione dell'utilizzo della tecnica digitale.
Questo, a mio parere, è vero soprattutto nei lavori di Lemeh42 e di Olak, dove in entrambi i casi il disegno è l'elemento preponderante. Nel caso di Inner Glange si ha un disegno a mano animato digitalmente, mentre in Seeds le immagini sono create grazie alla penna digitale. Credo che una cifra distintiva di questi due lavori sia la finezza dell'esecuzione, dove la musica `melodica` e quella elettronica divengono un elemento fondamentale, e si impongono non più come commento musicale, bensì come elemento di relazione tra immagine e significati.
Davvero ottimo il lavoro di Luca Lumaca, che dopo la presentazione a Digitalia è stato selezionato anche per Videoart Yearbook 2010, dimostrando come l'arte digitale sia entrata anche in una rassegna attenta come quella bolognese. In questo lavoro la tradizione del videoclip musicale, nonché la grafica accattivante e i percorsi tipici dei videogames sono elementi che saltano all'occhio. L'aspetto più interessante, però, rimane la denuncia di comportamenti mafiosi, dove il video si impone quasi come uno spot promozionale anti-mafia, un messaggio che in maniera diretta e tramite un linguaggio grafico conosciuto può arrivare a tutti.
Diverso è il caso degli Apparati Effimeri, dove si ha la documentazione di un lavoro di mapping 3D realizzato all'Hotel Cosmopolitan. Il collettivo bolognese realizza un gioco di luci e di ombre che creano una meravigliosa dinamizzazione visiva dello spazio architettonico. Le proiezioni olografiche formano così una cascata spettacolare di mattoni, dove le finestre si trasformano in cubi cadenti. L'edificio si tramuta nel protagonista di un momento di spettacolarizzazione, divenendo un medium relazionale tra il luogo e lo spettatore che si ferma incantato a guardare questa `performance architettonica`.
I quattro lavori vincitori andranno a confluire in Quotidiana 2011, dimostrando come in realtà si possa creare un dialogo efficace tra l'arte visiva `istituzionale` e l'arte digitale.
La difficoltà di relazionarsi all'arte digitale e alla New Media Art, è dovuta soprattutto alla continua evoluzione ed espansione del fenomeno, nonché al fatto che questa tipologia di arte tuttora sfugge alle definizioni ed è di difficile teorizzazione. In Italia la situazione è ancora più difficile, data la poca visibilità data all'arte digitale.
In realtà, è complicato capire appieno questa difficoltà di avvicinamento alla New Media Art, che potrebbe essere considerata la reale figlia del nostro tempo, dato che molto spesso ars e techne sono collegate. Inoltre, ha una storia ben consolidata perché le sue prime forme sono riscontrabili già nelle teorie del Futurismo e nei lavori delle Avanguardie storiche e, successivamente, nelle Neoavanguardie.
Credo quindi che questa prima edizione di Digitalia sia molto importante e si ponga come un ponte per l'avvicinamento all'arte digitale, nonché un punto di riferimento per i giovani artisti attivi in questo campo. I lavori giunti in finale in questa prima edizione del concorso sono opere dall'alto livello tecnico, il che dimostra come anche in Italia ci sia già un interessante fermento in questa corrente artistica, cosa che prefigura per l'anno prossimo anche maggiore adesione al premio e produzioni di qualità crescente.
Organizzato dall'Ufficio Progetto Giovani di Padova
A cura di Dario Lazzaretto
Con la collaborazione del Circolo Unwound
http://www.progettogiovani.pd.it/
http://www.progettogiovani.pd.it/medialist.asp?cat=30
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