Nel 1987, il giovane Drew Boley lavora come aiuto cameriere nel locale di Dennis Dupree (Alec Baldwin) sulla mitica Sunset Strip di Los Angeles, sede di numerosi club in cui si esibiscono i più importanti artisti della scena rock del momento.
Coltivando il sogno di sfondare un giorno nel mondo della musica, così come Sherrie, la nuova cameriera arrivata dal Kansas e di cui si è innamorato immediatamente, Drew si ritrova a rivedere la sua vita quando, nonostante il successo di pubblico, il locale rischia di chiudere a causa di una direttiva del sindaco che vuole porre fine allo stile di vita sregolato di quella zona della città.
Per scongiurare tale rischio e convincere l'opinione pubblica che il rock è vitale per l'economia dell'intera Los Angeles, Dennis riesce a fare il colpo della sua vita convincendo la famosa rock star Stacee Jaxx (Tom Cruise) a esibirsi nel suo locale.
Nessun 20enne arriva a Los Angeles cercando un posto fisso da barista. Lo dice con rassegnazione un bolso Alec Baldwin capellone e lo confermano con altalenante entusiasmo i giovani protagonisti Julianne Hough e Diego Boneta.
È il 1987. Lei approda al Sunset Strip in autobus da Tulsa, Oklahoma. Lui serve ai tavoli del Bourbon Room, il tempio del rock. Entrambi inseguono il Sogno: esplodere come supernove della Musica. S’incontrano, si piacciono, affrontano peripezie sentimentali & professionali affidate alle parole di canzoni più pop che rock.
Ma non è questo il problema. La trasposizione del musical da Broadway al grande schermo meritava un approccio più energico, una freschezza nello sguardo che Shankman, già al timone del frizzante Hairspray.
Grasso è bello, esaurisce nella ripresa formale del Canone Eighties. Dissolvenze incrociate e chiome cotonate non resuscitano lo spirito, e se la canzone resta – giustamente – la stessa, sarebbe potuta suonare meno programmatica e più viva.
Salva il film dal declino soporifero un Tom Cruise in stato di autoironica grazia.
Nei panni succinti della (ex?) star Stacee Jaxx, tiene per mano un babbuino/cameriere e irride il suo Frank T.
J. Mackey di Magnolia, duettando con la giornalista Malin Akerman in un’esilarante “intervista sexy”.
Insieme a Catherine Zeta-Jones moralizzatrice dal torbido passato e a Paul Giamatti manager di pavido cinismo, ci mostra il potenziale irresistibile di un’occasione sprecata.