La giovane studentessa Akiko (Rin Takanashi) decide di usare il suo fascino e la sua bellezza per prostituirsi e potersi pagare gli studi con i soldi guadagnati, accettando di vedere e frequentare anche uomini facoltosi molto più grandi di lei. In uno di questi incontri, si imbatte su un cliente per lei inaspettato (Tadashi Okuno): un professore universitario sessantenne, integerrimo e di buon cuore, che dimostra sin da subito grande interesse nei suoi confronti, dando vita nell'arco di ventiquattro ore a un intenso e inusuale rapporto.
Poco prima di morire, in un’intervista, Akira Kurosawa disse che tra i “nuovi” cineasti molto gli piaceva Abbas Kiarostami. Apriti cielo: in Giappone scoppiò una “Kiarostami-mania” che ha portato alla distribuzione di tutti i suoi film. E finalmente alla realizzazione di un’opera in loco, questo Qualcuno da amare (ma il titolo originale, che richiama la canzone di Frank Sinatra Like Someone in Love, suona diversamente: «Come qualcuno innamorato»). Un anziano e solitario professore in pensione si affeziona a una giovane studentessa che arrotonda facendo la escort (come si dice a Tokyo), ma la situazione è malvista dall’ex fidanzato, ancora non rassegnato alla sua volontà di respingerlo. Davvero anomalo questo Qualcuno da amare, accolto male in Giappone come se da Kiarostami si volessero sempre e comunque storie legate al suo contesto, l’Iran. E invece la decisione del regista di scrivere e dirigere una vicenda che come spesso i casi della vita ha un inizio incerto e un finale (per chi scrive bellissimo) non definito, si dimostra audace. Se si affronta il film con la testa potrebbe non piacere; se invece lo si accoglie col cuore acquista una dimensione sentimentale inedita perché la storia d’amore di un “vecchio” ha toni, ritmi, cadenze e passioni alle quali si è meno abituati. Il protagonista Tadashi Okuno ha fatto per 50 anni la comparsa senza mai dire una battuta. Il suo è un “esordio” eccezionale.
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